Come Pollicina


racchiusa nel mio guscio di noce
riesco a percepire
la vita sottile
che ancora mi rimane...

Affondo e scompaio


Come un sasso liscio e rotondo
affondo e scompaio

il piccolo stagno mi sta a guardare
 indifferente...

dopotutto sono io
che peso e vado a fondo,

sono io
che ho scelto di essere pietra

Incanto



Mi protegge il mistero delle foglie
nel verde addormentato
nessuno mi vede 
ma esisto orgogliosa

nascosta alla vista comune
vibro di luce cristallina,
di suono purissimo e intenso
come canto di rugiada

ogni tanto mi alzo leggera
in volo trasparente
e splendo in respiro di vita,
incantata

danzo sola e felice
e tutto mi appartiene

La vela



Vorrei avere il viso dolce del mattino
ed affacciarmi chiara a nuova luce

invece pesano 
le ombre della sera

solo il lamento triste del passato
ora mi avvolge come vela

spinta dal fiato di inutili sospiri

L'ora si avvicina...


Anima mia abbracciami
che l'ora si avvicina
della mia disfatta

consola la fiera abbandonata
che nuota nel mio cuore

ridona luce ai miei sospiri
che tornino leggeri

che il volto mio di nuovo si colori
che piano piano d'oro si tingano i miei sogni  
e il mio petto s'adorni di mille scintille

preziosi doni 
nati dal folle mio dolore


Dire di te



dire di Te mi è negato
il pronunciarti è incidere le carni

nulla di Te è mai svanito
ma il giorno sfuma senza suono
e affaccia il viso
a un buio disperato

L'attesa



Regna muta la notte

e il grigio mattino

destato da intrepida rugiada

non annuncia più il giorno

ma è immobile attesa

e lume spento



non si posano gli occhi su nessuna luce

non riposa Amore su nessun volto



eppure fuori stridono  sereni

gli accesi accenti degli uccelli

che presto muteranno il loro volo


L'urlo



L'urlo si infrange sul volto ferito del mare
si squarcia la gola di Vento:
dov'è Amore?
Si nasconde pavido fra pieghe di lacero tessuto,
non è tessuto semplice,
è dolore