Ring of roses....


Il recinto di rose che amorevole mi proteggeva

è diventato immensa corona di spine

non posso più nè entrare nè uscire

perchè ferisce e punge

prodigo

del suo abbraccio senza fine


L'illusione



ciò che credo di sapere è un'illusione
ciò che mi appartiene è celato

ciò che tanto amavo è senza vita
e risplende senza fine
ciò che non ho mai guardato

il silenzio soltanto
contiene melodie
che risuonano lontane
e vagano perdute


il silenzio soltanto contiene l'avvenire
che lento si distende
e fiero
mantiene il suo segreto

Corteccia



un orizzonte libero e vuoto mi attende
lontano dal girotondo dei pensieri e di vani desideri

le foglie cambiano colore e Corteccia saluta e danza
mentre il  mio sguardo rinato 
si posa incauto sul vecchio dolore

Corteccia ha il volto della gioia
e le mani di radici
Corteccia mi conosce
e attende  il mio arrivo dai tempi antichi
dai giorni ormai dimenticati

mi vede e continua la sua danza
incessante come il vento che trasforma


Corteccia prende la mia mano
mi guida fra le foglie dorate
e canta  la dolcezza del mistero intrecciato
del dolore e della vita

canta il risveglio
del mondo mio
che giaceva abbandonato

è la mia casa
ciò che avevo tanto temuto....


Lamento


                                             Non ci sarà più un volto illuminato

da  lucciole fatate

nutrite solo dal mio amore


si spegneranno esauste

a morire abbandonate

e i fiori  deposti sulla fronte del mio dio

appassiranno cupi

marcendo grevi del loro profumo



Egli morì con loro

mutando la dolcezza

in pietra eterna


mutando l'avvenire

in pianto arido e costante

all'improvviso


una goccia di gioia è caduta all'improvviso
il mio cuore l'ha bevuta e ha ancora sete..

a chi devo chiedere? dove devo cercare?
che cosa devo credere ? che cosa devo fare?

nessuna risposta arriva mai dal mio volere
dal mio desiderare
solo
dal cedere e dall'abbandonare

spine e chiodi


basta un petalo per ricordarmi
il profumo della mia anima
basta un soffio di vento delicato
basta il verde spento delle foglie
a ridarmi la vita
a ridarmi la gioia

ma tutto è svanito
tutto è dimenticato

al suo posto la nebbia di spine e chiodi
mi circonda e dovunque io mi giri
rimango ferita

L'incantesimo divino


alla fine
tutto è ritornato
come un passero cattivo
che non smette di beccare e di ferire

alla fine
ti ho di nuovo nutrito
con il sangue e con la vita
e l'anima mia è fuggita più lontano

non vuole rimanere nel segreto
non vuole contemplare solo il buio

vuole uscire e liberarsi dalle trame
che la legano e la tengono piegata
storta ed abbruttita
ferma e soffocata

ma il cappio è d'oro
la morte di seta
e liberarsi ....
è un incantesimo divino